Gianni
Giovanni Petti, per tutti “Il Capitano”, si guadagna la “fascia” durante la propria adolescenza diventando un riferimento per i propri compagni di squadra, nelle giovanili della Nocerina, infondendo loro grinta e fiducia senza mai alzare la voce, né in campo né fuori, grazie ad un innato carisma.
Crescendo, Gianni prende parte attivamente alla vita politica, sociale e culturale del territorio nocerino, diventando anche in quel contesto un punto di riferimento, e quindi “Il Capitano” anche per coloro i quali non lo avevano incontrato sul rettangolo di gioco.

Chi ha conosciuto Gianni sa bene che questo “titolo” non è un semplice soprannome ma l’essenza che ha contraddistinto tutta la sua vita: proprio come un capitano deve essere pronto ad aiutare la squadra nei momenti di difficolta, così Gianni era pronto a tendere la mano a chiunque ne avesse bisogno.
Ma Gianni è stato soprattutto un grande amico, marito, fratello e zio con il quale ridere, scherzare, discutere, confrontarsi ed imparare. La sua passione per la lettura, il cinema, l’arte e lo sport (in particolar modo per “i Molossi” e per il Napoli) rendeva ogni momento passato con “Il Capitano” speciale, carico dell’attesa di conoscere il suo punto di vista che avrebbe arricchito chiunque lo ascoltasse.
Noi, “Compagni del capitano” vogliamo ricordarlo attraverso una frase che a lui piaceva tanto: “Se muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te”.
Davide ❤️