Il primo Memorial dedicato a Gianni Petti ha riunito sport, memoria e impegno sociale in una giornata intensa di emozioni. Tra calcio paralimpico, una borsa di studio e una comunità unita, Nocera ha celebrato un uomo che ha saputo essere esempio senza clamore.


C’è un silenzio speciale che accompagna certe emozioni. Non è l’assenza di rumore, ma la presenza forte di qualcosa che ci manca e ci muove. È stato questo il clima che ha attraversato il Palacoscioni di Nocera Inferiore durante il primo Memorial Gianni Petti. Una giornata che ha messo insieme sport e memoria, comunità e futuro. Tutto in nome di un uomo che per molti era semplicemente “il Capitano”, ma che nella sua vita è stato molto di più: un compagno, un esempio, una coscienza.

L’evento, organizzato dall’associazione I Compagni del Capitano – nata per raccogliere e rilanciare l’eredità civile e morale di Petti – ha visto protagonisti gli amici di una vita, le istituzioni, le squadre del calcio paralimpico, i giovani. Il cuore della mattinata è stato un triangolare che ha coinvolto la Real Nocera della UOSM 1, la Polisportiva La Filanda di Sarno e la Salernitana For Special, tre realtà che ogni giorno lavorano per l’inclusione e la dignità delle persone con disabilità. In campo, come ha detto uno degli organizzatori, il risultato contava poco. Contava il sorriso dei ragazzi, il senso di appartenenza, la bellezza del gioco come spazio di libertà e rispetto.

Ma non è finita qui. Perché il ricordo di Gianni non si è fermato alla nostalgia. Si è trasformato in progetto: due borse di studio da 2.000 euro ciascuna, dedicate ai neodiplomati del liceo scientifico Sensale, scuola frequentata dallo stesso Petti. Un modo concreto per dire che l’intelligenza, l’impegno, la dedizione vanno sostenuti e premiati. Perché Gianni era anche questo: un uomo di cultura, uno studioso, una mente brillante che non ha mai fatto pesare il proprio talento, anzi. Lo ha speso per gli altri, nella politica, nell’associazionismo, nello sport. Con discrezione, ma con coerenza.

A raccontarlo sono stati gli amici, i compagni di squadra, la moglie Clotilde Supino – oggi anche assessora comunale – e il sindaco Paolo De Maio, che ha voluto esserci non solo come rappresentante istituzionale, ma come vecchio compagno di gioco. Le loro parole hanno tratteggiato il profilo di un uomo che non ha mai cercato i riflettori, ma che ha saputo illuminare la strada di molti. E lo ha fatto “senza mai alzare la voce”, come ha ricordato qualcuno, ma con “una semplicità pazzesca”.

C’è qualcosa di radicalmente bello nell’idea che la memoria non sia solo commemorazione, ma costruzione. Che ricordare significhi assumersi una responsabilità. I Compagni del Capitano lo stanno facendo. E questo primo Memorial – tra calcio, amicizia, educazione e inclusione – ne è la dimostrazione più limpida.

Tags: Gianni Petti, Nocera Inferiore, memoria civile, inclusione, sport paralimpico, borsa di studio, impegno sociale, CambiaMenti, cultura, scuola, diritti, solidarietà.


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